Ottobre 28, 2020
artrosi del ginocchio

Artrosi

l’osteoartrosi (anche artrosi o, secondo la maggior parte degli autori anglosassoni, artrosi *) è una grave malattia cronica degenerativa caratterizzata da alterazioni della cartilagine delle articolazioni sinoviali. Va notato che non è ancora del tutto chiaro se le lesioni artritiche interessano la cartilagine o l’osso appena sotto di essa.

L’osteoartrosi può colpire una o più articolazioni; Si parla di artrosi generalizzata quando ci sono almeno tre articolazioni colpite dalla patologia. Nella parte finale dell’articolo si citano le forme patologiche più comuni, ovvero l’artrosi dell’anca (coxartrosi), l’articolazione del ginocchio (gonartrosi), le articolazioni vertebrali (spondiloartrosi) e l’articolazione alla base del pollice (rizartrosi).

L’osteoartrite è una malattia che di solito si manifesta all’età di 40 anni, anche se può comparire molti anni fa; nessuno sembra immune da questo. Il picco dell’incidenza massima si verifica tra 75 e 79 anni. Tra i 40 ei 45 anni, gli uomini sono i più colpiti; dopo i 45 anni la situazione cambia; il problema, infatti, colpisce soprattutto le donne. Nel nostro paese, circa 4 milioni di persone soffrono di questa malattia.

Si tratta di una patologia piuttosto insidiosa che si sviluppa molto lentamente e gradualmente e più spesso colpisce pazienti con diabete mellito, obesità, iperlipidemia, iperuricemia e vene varicose.

L’osteoartrosi è di gran lunga la più comune tra le patologie osteoarticolari e il suo costo sociale è molto alto.

Artrosi primaria e artrosi secondaria

Nella pratica medica, è consuetudine distinguere tra artrosi primaria e secondaria; il primo non è associato a specifici trigger, il secondo è associato a vari eventi o patologie; questa distinzione è sempre stata fonte di discussione tra gli autori, poiché in alcuni saranno evidenti varie aree di incertezza, come alcuni hanno sentito.

Cause dell’osteoartrite

Le ragioni della forma primitiva (che è spesso generalizzata) sono essenzialmente sconosciute; si ritiene che possa esserci un territorio genetico nella sua origine che predispone alla patologia, tanto da essere spesso osservato in più soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare.

L’artrosi secondaria riconosce fattori locali, generali e traumatici. Rientrano in questa categoria forme secondarie di malformazioni a carico dello scheletro (scoliosi, valgo, varo, ecc.), Forme secondarie di anomalie dell’articolazione congenita (displasia dell’articolazione congenita), forme secondarie di patologie dell’articolazione osteoarticolare (osteonecrosi asettica), spondiloartrite, ecc. ecc.), secondarie a patologie metaboliche ed endocrine (acromegalia, diabete, iperparatiroidismo, obesità, ecc.), secondarie ad eventi traumatici (fratture, emartro, idrartrosi, ecc.) a forme associate a processi infettivi (artrosi settica), forme associate a processi infiammatori (ad esempio artrite reumatoide) e forme associate a fattori occupazionali (si tratta di artrosi tipiche da sovraccarico, principalmente associate a professioni o attività che costringono ad un uso eccessivo di un’altra articolazione).

L’osteoartrite inizia a manifestarsi quando, per vari motivi, la cartilagine articolare, cioè i tessuti la cui funzione è quella di ridurre l’attrito delle teste articolari, non sono più in grado di resistere adeguatamente alle sollecitazioni a cui sono esposte. La cartilagine articolare è un tessuto costituito da una matrice extracellulare che contiene cellule chiamate condrociti; Il processo fisiopatologico dell’osteoartrosi inizia quando l’ambiente in cui vivono i condrociti cambia. Nel tempo, le ossa diventano rigide e perdono la loro elasticità, possono verificarsi microfratture, seguite dalla formazione di calli, ulteriore rafforzamento e altre microfratture. Man mano che l’osso perde la sua elasticità, le sollecitazioni articolari vengono mitigate solo dalla cartilagine; uno sforzo eccessivo, che questi ultimi devono sopportare, porta a ulcerazioni e assottigliamento. Man mano che il quadro peggiora, oltre ai cambiamenti nelle ossa e nella cartilagine, si verificano anche cambiamenti sinoviali e delle capsule. Possono verificarsi processi infiammatori e, infine, si verifica una deformazione delle teste articolari.

Segni e sintomi dell’osteoartrite

Le principali manifestazioni dell’osteoartrosi sono dolore, limitazione funzionale e rigidità articolare.

Inizialmente l’osteoartrosi è caratterizzata da un lieve dolore, più frequente entro poche ore dal risveglio e durante il riposo precedente. , Il dolore non nasce dall’articolazione (priva di terminazioni nervose), ma a causa di infiammazione della membrana sinoviale, deformità dei legamenti e delle capsule, microfessure nelle ossa, ecc. I sintomi peggiorano con la progressione della malattia, provocando sofferenza continua e diminuzione o soppressione delle capacità motorie. p>

La limitazione funzionale è principalmente correlata al desiderio del soggetto di evitare il dolore e questo obiettivo viene raggiunto limitando il movimento delle articolazioni; successivamente, il problema dovrebbe essere spiegato anche da un cambiamento nella testa delle articolazioni (ossificazione della cartilagine, spazio ridotto e fluido intra-articolare, ecc.).

La rigidità articolare di solito si verifica al risveglio o dopo un lungo periodo di immobilità; il problema scompare dopo poco tempo (30-40 minuti) con l’inizio dei normali movimenti.

Nelle fasi successive dell’osteoartrosi, un sintomo tipico è un rumore che si sente quando le articolazioni si muovono. rumore, che nel caso dell’artrosi cervicale viene definito “sabbia nel collo”; il rumore si verifica a causa dello sfregamento delle superfici dei giunti.

Diagnosi di osteoartrite

I segni e i sintomi di accompagnamento sopra descritti stabiliscono immediatamente il sospetto di artrosi, ma, ovviamente, la fiducia diagnostica può essere ottenuta solo mediante radiografia.

La gravità delle alterazioni riscontrate sulle lastre radiografiche (la radiografia è ancora un esame fondamentale per la diagnosi della malattia in questione, anche se in alcuni casi può essere appropriato l’uso di TC e RM) va di pari passo con la durata della patologia; tuttavia, abbastanza stranamente, in vari casi in cui l’artrosi è nelle fasi iniziali, sebbene possa causare forti dolori, non si mostra molto sulle radiografie, mentre in altre circostanze, anche con le radiografie, che mostrano abbastanza artrosi comune, quasi nessuna manifestazione clinica.

Osteoartrite: trattamento

Il trattamento varia a seconda dell’articolazione interessata e dello stadio in cui è raggiunta la malattia.

Nei casi più lievi, possono essere utili la fisiokinesiterapia e i farmaci antinfiammatori (in particolare gli inibitori della Cox-2 come il celecoxib, che hanno meno effetti collaterali rispetto ai farmaci antinfiammatori classici) e gli analgesici; l’uso di infiltrazioni di cortisone e lubrificanti articolari deve essere molto attento, perché nel tempo questo può peggiorare il quadro clinico (le terapie steroidee a lungo termine contribuiscono allo sviluppo dell’osteoporosi); nei casi più gravi, quando la malattia è in una fase molto avanzata, può essere necessario un intervento chirurgico per sostituire la protesi articolare danneggiata. I risultati delle protesi sono positivi sia in termini di durata (oltre il 90% di successo a 12 anni dall’intervento) che di recupero (a tal proposito informazioni dettagliate si possono trovare nei nostri articoli Protesi d’anca e Protesi di ginocchio).

La profilassi utilizzando antiossidanti e sostanze come la glucosamina e l’acido ialuronico sta diventando sempre più importante. Oltre all’età, fattori predisponenti sono l’obesità, il superlavoro (anche sportivo) dell’articolazione, i traumi, il sesso (come già accennato, dopo i 45 anni, le donne soffrono maggiormente). Solo in una piccola percentuale di casi viene rilevata una predisposizione ereditaria (un difetto nella produzione di collagene).

Fondamentale è l’attenzione a correggere eventuali cause predisponenti quali sovrappeso, varo, valgismo, lussazione dell’anca e scoliosi.

L’utilizzo di una ginnastica mirata può correggere posizioni inadeguate e rafforzare i muscoli di supporto e aiutare a ripristinare la mobilità articolare.

Allevia temporaneamente il dolore e gli spasmi muscolari. Tecniche come la diatermia, gli ultrasuoni e l’esercizio in piscina riscaldata possono aiutare.

Le forme più comuni di artrosi

Di seguito è riportato un breve accenno ai moduli più comuni.

Osteoartrosi dell’anca, nota anche come coxartrosi. , è una delle forme più importanti di artrosi, perché è un processo cronico degenerativo abbastanza frequente nella popolazione adulta (colpisce circa il 30% delle persone over 50), e anche per le gravi conseguenze che ha sulla qualità della vita della persona colpita da questa persona; fino a pochi anni fa era considerata una patologia tipica della terza età, non mancavano i casi di coxartrosi giovanile (principalmente associata ad alcune patologie, come la displasia dell’anca in un bambino, malattia di Legg-Calvet-Perthes, tumori ossei, ecc.) .d.).

La malattia si sviluppa lentamente ma gradualmente, rimanendo per lungo tempo praticamente asintomatica; questo rende difficile intervenire con trattamenti efficaci. Ulteriori informazioni: Osteoartrosi dell’anca.

Osteoartrosi del ginocchio – nota anche come gonartrosi, è una forma di artrosi soprattutto per le donne sopra i 50 anni; può interessare l’intera articolazione o solo una parte di essa. In assenza di altre patologie o condizioni predisponenti, il sovrappeso è il fattore di rischio più importante. Nelle fasi iniziali della malattia, il dolore è solitamente episodico e tende a diventare più pronunciato durante il movimento e diminuire in situazioni di riposo. Tuttavia, nel tempo, la situazione peggiora gradualmente e il dolore diventa più intenso, diventa quasi costante e si verifica anche a riposo. Ulteriori informazioni: Artrosi del ginocchio.

artrosi del ginocchio

L’osteoartrosi del ginocchio è una delle forme più comuni

L’artrosi cervicale è una delle forme più comuni di spondiloartrosi; questa forma di artrosi causa varie manifestazioni neurologiche dovute alla vicinanza delle radici nervose, che possono essere colpite, colpite, irritate o schiacciate da alterazioni patologiche causate dal processo artritico. I disturbi più comuni sono le nevralgie cervicobrachiali causate dalla compressione del plesso cervicale e le vertigini causate dalla compressione dei nervi simpatici del collo, che regolano la circolazione sanguigna nel labirinto e nell’orecchio interno. Ulteriori informazioni: Artrosi cervicale.

Osteoartrite del pollice – Conosciuta anche come rizoartrite, è una forma di artrosi. si verifica principalmente nelle donne sopra i 40 anni. Colpisce la base del pollice e, in particolare, l’articolazione trapezio-metacarpale. Ciò provoca un’importante deformità del pollice e rende la presa molto dolorosa; il dolore è causato dal contatto diretto con l’osso dopo aver consumato la cartilagine articolare e dalla presenza di becchi ossei, che di fatto agiscono come delle vere e proprie “punte” che irritano i tessuti. Ulteriori informazioni: Osteoartrosi del pollice.

* Gli autori anglosassoni preferiscono usare il termine osteoartrite data l’importanza della componente flogistica nello sviluppo dell’artrite. Nel nostro paese, invece, si continua a preferire l’uso dei termini artrosi o artrosi per evitare confusione con l’artrite reumatoide o altri tipi di artrite.

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