Ottobre 28, 2020
cisti di baker

Cisti di Baker

Le cisti di Baker, note anche come cisti poplitea, sono una patologia abbastanza comune che colpisce le articolazioni in generale, ma principalmente il ginocchio e l’area della fossa poplitea (o fossa poplitea), la parte posteriore della coscia, in cui sono raggruppati i muscoli necessari alla flessione ginocchio e successiva flessione della gamba all’altezza dell’anca.

Le cisti di Baker possono verificarsi in qualsiasi fascia di età, ma sono molto più comuni nei soggetti di età compresa tra 35 e 70 anni. Ciò è dovuto al fatto che in questa fascia di età sono molto più comuni i problemi articolari che interessano il ginocchio (l’artrite è un tipico esempio), problemi che contribuiscono al rilascio del liquido sinoviale. In letteratura, tuttavia, sono presenti anche casi di cisti poplitea nei bambini, che però non indicano patologie articolari e, di regola, sono asintomatiche.

A seconda delle loro dimensioni e dell’area interessata, le cisti di Baker possono raggiungere diversi livelli di pericolo, tanto che in alcuni casi necessitano di essere rimosse chirurgicamente.

Le cisti poplitee di solito si sviluppano caudalmente e medialmente, sebbene questo non si estenda quasi mai alla coscia.

Motivi della formazione Cisti di Baker

Si ritiene attualmente che le cisti di Baker siano associate ad uno stiramento anormale della borsa gastrocnemembranosa o, in misura minore, all’inversione della membrana sinoviale.

Nella maggior parte dei soggetti normali, c’è spesso una relazione anatomica tra la borsa polemembranosa gastrointestinale e il midollo articolare, che diventa più pronunciata nel corso degli anni. La sacca si trova tra la testa mediale del muscolo gastrocnemio e il muscolo semimembranoso, per cui, in caso di versamento nell’articolazione, aumentando la pressione all’interno della cavità, il fluido può entrare in sicurezza nella sacca tramite un meccanismo valvolare, che permette però solo il passaggio del fluido dal ginocchio alla sacca, e non vice versa. Il fluido che entra nella sacca la fa rilassare, formando delle cisti.

Le cisti di Baker possono avere anche altre cause. In alcuni casi, si formano, ad esempio, senza versamento intra-articolare, ad esempio a causa di borsite primaria; Accade spesso che le cisti di Baker siano il risultato di un’ernia della sinovia nell’area di minor resistenza nella parte posteriore della capsula articolare, ad esempio, tra il muscolo gastrocnemio e la suola.

Condizioni patologiche sedentarie

Esistono molte condizioni patologiche che possono causare la formazione delle cisti di Baker. Le patologie più comuni in cui vediamo sono l’artrite reumatoide e, meno comunemente, l’artrite psoriasica e l’artrite settica. È abbastanza comune trovare le cisti di Baker in pazienti con gonartrosi (osteoartrosi dell’articolazione del ginocchio), soprattutto in relazione alle forme con muffa più sinoviale. I casi di cisti di Baker sono noti anche per altri tipi di malattie come la connettivite, la sinovite villonodulare, l’osteocondrosi drenante, la gotta e l’amiloidosi. Le lesioni ai legamenti possono anche predisporre alla formazione di una cisti di Baker.

Cisti di Baker e corsa

C’è anche un motivo atletico o predisponente: lo sforzo prolungato tipico di un maratoneta può alleviare o provocare patologie. Pertanto, la quantità è responsabile, non la qualità sportiva.

Segni e sintomi

Il segno principale della cisti di un panettiere è la comparsa di una massa pesante sotto pressione nella parte posteriore del ginocchio; altri segni e sintomi che possono verificarsi sono gonfiore al ginocchio, dolore che si diffonde dal ginocchio al polpaccio, rigidità articolare e un “clic” quando il ginocchio si muove.

In rari casi, la cisti di Baker può essere asintomatica e la sua presenza può essere rilevata per puro caso durante i test diagnostici eseguiti per altri motivi.

In alcuni casi (circa il 5-10%) si verificano fastidiose complicazioni; la più comune è la rottura della cisti sinovia; Il risultato è una fuoriuscita del fluido in esso contenuto, che penetra nel muscolo del polpaccio, provocando un rigonfiamento, in alcuni casi arrossato e pruriginoso. La sintomatologia della rottura è molto simile al sintomo della tromboflebite, la condizione è sicuramente più pericolosa della cisti di Baker, che richiede un intervento immediato. Altre complicanze, anzi piuttosto rare, sono la calcificazione della cisti, le emorragie (in soggetti con tendenza al sanguinamento), le infezioni, la pressione della cisti sul nervo peroneo o tibiale.

Cisti di Baker: diagnosi

La presenza di una massa situata dietro il ginocchio dovrebbe suggerire la possibile presenza di una cisti di Baker, e quindi è consigliabile ricorrere all’esame strumentale; il principale per la diagnosi delle cisti di Baker è l’esame ecografico delle articolazioni, un esame semplice e non invasivo in grado di fornire un quadro chiaro e completo dei tessuti molli e di molte strutture articolari (ad esempio, membrana sinoviale, menisco, cartilagine articolare) e periarticolare (soprattutto legamenti e tendini).

L’ecografia della fossa poplitea viene eseguita utilizzando una serie di scansioni posteriori multidirezionali con il paziente in posizione rilassata. Le immagini ecografiche mostrano chiaramente aspetti delle cisti di Baker: si presentano come formazioni liquide con pareti molto sottili, ovali o allungate, di dimensioni piuttosto variabili (da diversi mm a diversi cm, ma si conoscono casi eccezionali di arrivo di cisti giganti). fino alla caviglia, fino a 30 cm di lunghezza!).

Gli ultrasuoni possono anche essere utilizzati per analizzare strutturalmente le cisti (parete cellulare, villi e setti, sintomi di artrite reumatoide e osteoartrite) ed evidenziare la connessione tra le cisti di Baker e il cavo di collegamento. Quest’ultima informazione è importante per stabilire la causa della formazione della cisti, poiché l’assenza di questa connessione indica che le cisti derivano da borsite senza un’articolazione di accompagnamento. Gli ultrasuoni possono anche distinguere le cisti di Baker da aneurismi dell’arteria poplitea, tumori dei tessuti molli (sarcomi), gangli dei muscoli posteriori della coscia, cisti del menisco, tofie gottose poplitea molto rare, ecc.

Un altro metodo diagnostico che può essere molto utile in caso di dubbi diagnostici è la risonanza magnetica nucleare.

Trattamento della cisti di Baker: intervento chirurgico

cisti di baker

Le cisti di Baker possono essere trattate secondo una varietà di trattamenti, a seconda dell’origine, del grado di sviluppo e dell’area interessata. Nei casi in cui l’origine delle cisti è traumatica, possono essere utilizzati semplici farmaci antinfiammatori utilizzando metodi di ionoforesi (della durata di almeno 30 minuti) e mesoterapia.

Le cisti che si formano quando la parete articolare posteriore è esaurita, ad esempio da un menisco rotto o da un problema con un’articolazione, possono essere artroscopiche e pulite. In questi casi, è la dimensione della cisti che influenza la tecnica da utilizzare, dalla semplice aspirazione guidata artroscopicamente di cisti relativamente piccole alla chirurgia per rimuovere quelle più grandi. Pertanto, in campo terapeutico, è anche importante utilizzare gli ultrasuoni, che consentono lo svuotamento o la rimozione di cisti sotto guida ecografica o l’iniezione di farmaci in esse.

Trattamento delle cisti di Baker: operazione

Dopo ogni intervento, la fisioterapia può accelerare il recupero evitando le aderenze intra-articolari. Le manovre del fisioterapista sono progettate per aumentare la flessibilità delle articolazioni e rafforzare i muscoli intorno al ginocchio per ridurre lo stress sull’articolazione.

In generale, la terapia fisica inizia due settimane dopo l’intervento.

Rottura della cisti di Baker

La cisti di Baker può rompersi, provocando la diffusione del fluido nei tessuti molli della fossa poplitea e provocando un dolore improvviso e intenso. L’articolazione del ginocchio non è molto mobile, possono verificarsi crepitio e / o evidente versamento. La diagnosi dovrebbe semplicemente escludere la trombosi venosa profonda per prevenire il maltrattamento del soggetto con anticoagulanti.

Il farmaco per la rottura di una cisti di Baker consiste in analgesici, riposo e elevazione dell’arto inferiore.

Le cisti di Baker devono il loro nome a William Morrant Bake, il secondo chirurgo a metà del 1800, quando si trattava, in particolare, delle cisti gastrocnemi-membranose (muscoli del polpaccio), dopo aver pubblicato uno studio clinico sulla loro formazione.

In questo lavoro, Baker ha descritto otto casi di cisti poplitea associati principalmente a versamento del ginocchio, ma in seguito ha anche affrontato il gonfiore delle sacche sinoviali in luoghi diversi dal ginocchio, cioè spalla, gomito, coscia e caviglia. L’unico difetto nel lavoro di Baker è stato l’impossibilità di chiarire il rapporto di comunicazione tra l’articolazione e la borsa, un rapporto che tuttavia presenta ancora una questione piuttosto controversa tra i vari autori.

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